
Caro Filippo,
non voglio accettare l’idea di non vederti più e penso sempre a te come se fossi in vacanza, sorridente con uno dei tuoi più sgargianti costumi.
Ti immagino vicino al mare scherzoso e allegro come sei sempre stato.
Se provo a sentirti profondamente, quello che affiora dal mio cuore è un sentimento di forte tenerezza. Tenerezza per quella amicizia che ci hai sempre dimostrato con sincerità e affetto e che non ha mai tenuto conto della differenza di età o di un modo di pensare che poteva essere diverso.
Ti sei sempre donato a questo legame con entusiasmo e ci hai fatto sentire giovani e partecipi della tua vita.
Mi ricordo bene quando, passando sotto casa nostra a Saint Jean, hai suonato, inatteso ospite, per presentarci Sara, con cui ti eri appena fidanzato.
Ho sempre pensato che ci tenessi alla nostra approvazione e ti ho sentito vicino. Come quando telefonavi per avere consigli su qualche ristorante dove portare la ragazza di turno, fiducioso del nostro parere o forse per vantare la conquista.
Mi viene in mente anche quando mi davi della “phonata”, o mi facevi ridere con i tuoi versi (e non vado oltre, tu lo sai ….).
Caro Filo, questa tenerezza fa male, soprattutto perché, mi rendo conto di non avere avuto il tempo per dirti tante cose. Ho già provato, perdendo una persona cara, il dolore che procura l’interruzione irrecuperabile di un dialogo, di un filo del discorso a cui si tiene.
Comunque a te avrei voluto dire come sono sempre stata onorata che ti importasse di noi e di come eravamo orgogliosi quando potevamo vantare la tua amicizia.
Ti vorrei anche dire di come ti vedevo bello e di come mi divertiva il tuo humour.
Ma soprattutto ti avrei detto che ti volevamo bene.
Tante volte all’affetto non si può dare una spiegazione: è un sentimento irrazionale.
Ma con te era facile: eri il migliore.
Caro Filo sono sicura di rivederti, fino ad allora: ciao bello!
                Fiorenza e Pietro