Abbiamo condiviso circa un anno di lavoro, anche se in unit diverse.
Non eravamo proprio amici, anzi ad essere sinceri, per uno come me agli antipodi, quando uno come Filippo arriva in un’azienda, così bello, col suo aplomb, gli abiti del sarto, le camicie su misura, le scarpe sempre lucide, la parlantina sciolta, insomma uno veramente “smart”, ti metti un attimo sulla difensiva. Senti che si appropria facilmente di “una fetta di mercato” senza faticare. Soprattutto in un ambiente competitivo come il nostro, sia in senso lavorativo che rigurdo all’universo femminile, il successo è facilitato.Quando entrava in riunione col suo gessatino blu da vero A.D. con la sua innata classe……
Poi, col tempo, le occasioni di conoscersi meglio ci sono state, alcuni pranzi, ricordo che al Clubino non veniva volentieri perchè “poi mi si impuzzoniscono gli abiti di odore di cibo”, e in altre situazioni  insieme era difficile annoiarsi; ero anche affascinato da uno come lui che aveva girato mezzo mondo fin da bambino,non facevi in tempo a nominare un luogo che lui lo conosceva perchè c’era stato,poi ci siamo trovati a condividere conversazioni sul senso della vita, battute sulle donne, uno scambio che ha arricchito entrambi in maniera inaspettata. Si è rivelato una sorpresa, di una rara sensibilità e arguzia.
Lui con la sua figura alta aristocratica, arrivava in Vespa e non aveva mai una piega fuori posto: come faceva? Era un vero “pettinato”. Sempre pronto ad ascoltare l’amico, ma altrettanto rapido a metterlo in crisi con una semplice battuta, spiazzante come hanno scritto altri amici.
Una sorpresa di autenticità , caro Dr .Comini,: la tua natura accomodante, dovuta alla tua indole o alla tua famiglia, non saprei dire, ti consentiva di mettere chiunque a proprio agio.
In questi giorni di feste sono stato al cimitero a trovarti, ci tenevo proprio tanto, ebbene non so descrivere lo struggimento che ho provato, e da poco sono diventato papà , non oso immaginare il dolore della tua famiglia, dei tuoi genitori coi quali avevi un buon rapporto, si capiva da come parlavi di loro, di tua sorella che dicevi “che abbaiava” ma le volevi un gran bene ed eravate molto attaccati.
Fa terrore pensare quale ferocia per un genitore sopravvivere a un figlio.
Non hai fatto in tempo ad invecchiare,hai avuto tutto e subito,rimarrai per sempre giovane e tutti si ricorderanno di te al meglio, e dici poco…..Scherzo perchè so che è in linea col tuo pensare.
Davanti alla lapide dietro la quale riposi, guardavo e riguardavo le foto che i tuoi hanno messo. I tuoi occhi limpidi ricambiavano il mio sguardo.Ne sono certo.Affioravano pensieri, brandelli di un tempo che è stato e non avevo una risposta da dare ai vari perchè.
Mentre andavo verso la Cappella ho incrociato due persone anziane che se ne andavano, e solo dopo, ho realizzato che potevano essere i tuoi nonni, e sono rimasto smarrito davanti a tanto crudele verità .
La vita di una persona non si misura dalla sua lunghezza ma da ciò che  ha lasciato nei cuori delle persone, e Filippo ha lasciato molto.
Matteo C.