
Ciao Filippo,
finalmente mi sono deciso a scriverti.
Se penso al periodo in cui ci siamo conosciuti ho solo dei bei ricordi: era infatti il periodo delle medie al San Carlo e non pensavamo che a divertirci!
Se solo penso alle lezioni di De Poi scoppio a ridere, ci scriveva delle note sul diario lunghe due pagine. Secondo me si divertiva più lui di noi.
Di cose insieme ne abbiamo fatte così tante che quasi non me le ricordo tutte: ricordo i pomeriggi a casa a giocare all’Amiga (ti ricordi la fuga dall’ospedale di “it came from the desert”!!), le tante vacanze passate insieme, a Caslino, a Lucca,in montagna, al mare da te in barca, o quando partivamo col motorino alla volta di Nizza o Montecarlo da casa tua…
Uno dei molti ricordi che mi torna in mente è quando giocavamo a tennis: eravamo in grado di giocare per 6 o 7 ore di fila a luglio nelle giornate più calde, fermandoci solo per andare a prendere qualche panino. Lunghissime partite mitologiche rigorosamente 3 set su 5 che quasi sempre (non si sà perchè) si chiudevano al quinto set.
Devo ammettere che vincevi praticamente sempre tu…io però mi rifacevo a ping-pong
Non ho mai capito come facevi a tirare avanti così tanto quando già dopo un’ ora davi l’impressione di non farcela più; poi ad un certo punto iniziavi a giocare e non si vedeva più la palla. Poi ho capito che il tennis è uno sport molto particolare dove la testa conta più del fisico e dove fare il punto decisivo è più importante di vincere tanti bei punti inutili. E questo fà capire anche il tuo carattere, fragile all’apparenza ma molto determinato nel portare a termine con grande forza di volontà quello che davvero ti stava a cuore e di una grandissima sensibilità.
Abbiamo giocato tanto a tennis anche quando pioveva all’aperto (d’inverno al buio e a luci spente), alla Canottieri col nano che gli tiravamo sempre addosso (una volta è semi svenuto), a Fai della Paganella con “Pigiama” c’era anche tuo cugino Alessandro… Forse ci conoscevamo bene anche per questo motivo. Il tennis è uno sport che porta a conoscere meglio se stessi e la persona con cui si gioca. Quando ci rivedevamo al liceo o all’università, anche se era passato un pò di tempo ci bastava uno sguardo per capirci e tornare subito a tutti quei momenti passati insieme.
Sono sicuro che riusciremo di nuovo a giocare insieme…allora mi raccomando prenota un campo per almeno due ore … poi però mi dai la rivincita a ping-pong!!
Beppe