come se fosse ieri…
Venerdì 23 Gennaio 2009Difficile dimenticare il giorno in cui ricevetti la telefonata che mi informava della morte di Filippo. Ero in vacanza, ai bordi di un’idilliaca piscina, e quello sembrava un giorno come tanti altri, invece… La voce rotta dal pianto e dalla disperazione della nonna che mi diceva che Filippo era morto, che non c’era più… trasformò quel giorno in uno dei più brutti da ricordare… Mentre me lo ripeteva, una, due, tre volte, e chissà quante altre, mi scorrevano nella mente le immagini di lui nelle tante foto che avevo visto a casa dei nonni. Filippo, con mamma e papà , Filippo con la sorella Camilla, Filippo e Camilla con la zia Luciana e il cane, Filippo con gli amici, Filippo, Filippo, Filippo… non c’era giorno che la nonna non mi raccontasse qualcosa che riguardava lui e Camilla, entrambi nipoti adorati…. Non ho mai avuto l’occasione di conoscerli personalmente, ma avendo sempre sentito parlare di loro con quotidiana frequenza, mi sembrava di conoscerli da sempre, e pure bene… Così quando ho saputo, anche per me è stata una doccia fredda. Quella telefonata non la dimenticherò mai… tuttora ricordo parola per parola. E ricordo pure che quando ho chiuso la comunicazione, subito dopo ho pensato…”ma tutto ciò non è vero, sto sognando e questo è solo un incubo… un brutto incubo, dal quale mi risveglierò tra pochi minuti…”. Invece non era così. Poi da mamma, il mio pensiero è volato su papà Umberto e mamma Milena… immaginando la disperazione che da quel momento in poi, li avrebbe stretti in una morsa che toglie giorno dopo giorno sempre più il fiato e la voglia di vivere… Ad un tratto ho provato una sensazione di totale inutilità …. Cosa potevo dire, cosa potevo fare… E poi che cosa puoi dire di sensato a due genitori che perdono un figlio così giovane, e se vogliamo, in circostanze troppo banali, per essere accettate… Dopo la morte di Filippo non ce l’ho fatta ad entrare nel sito a lui dedicato, non me la sono sentita … mi sono registrata, ma non sono andata oltre la prima pagina… ho avuto paura, troppe le immagini che avevo visto, che mi erano rimaste impresse nella mente, di una famiglia unita, che si voleva davvero bene, una famiglia cui non mancava davvero nulla, per accettare il dopo…….. invece la morte di Filippo in un attimo, come uno tsunami, aveva spazzato via tutto. Perché, perché, perché…. si potrebbe ripetere all’infinito… ma non servirebbe a nulla. Impossibile rassegnarsi, darsi una spiegazione… perché una spiegazione logica non c’è alla morte di un ragazzo di soli 27 anni… a un figlio così amato, a un figlio così vissuto non c’è … E poi la morte non ammette repliche e ti condanna a un dolore che non si affievolisce col tempo, anzi… giorno dopo giorno la consapevolezza che quella persona tanto amata non c’è più, che non puoi più sentire la sua voce, toccare le sue mani, guardarla negli occhi… è inaccettabile. Di una cosa però sono convinta. Che coloro che abbiamo tanto amato non possono lasciarci dopo la morte. Sono sicura che Filippo ora sia comunque vicino a mamma Milena, papà Umberto, alla sorella Camilla, ai nonni, agli zii, agli amici, ai colleghi alle persone a cui ha voluto bene. E il fatto che tutti noi continuiamo a parlarne, anche in questo sito, lo renda ancora una volta una persona speciale, come in fondo lui era. E rimarrà sempre. Ciao Filippo
Patrizia Vassallo
