Caro amico ti scrivo……
Venerdì 6 Febbraio 2009Caro amico ti scrivo…..
quando Padre Formenti mi disse che eri morto non compresi bene il significato di quella parola: morte? Verbo morire? parola da assimilare a un mio coetaneo, compagno delle elementari e medie. Morte?; dovevo accettare quella parola e attribuirgli il significato che equivale ad azzerare, annullare, cancellare una vita? La vita di Filippo, ragazzo bello, sano, sportivo,una persona giovane come me terminata, finita per sempre, non capivo il significato.Perché a noi giovani sembra impossibile, non comprensibile, inverosimile. La morte è sempre collegata a persone più grandi di noi, nonni,zii conoscenti, insomma gente che comunque ha già vissuto una vita. Invece venivo informato che un mio amico, un mio compagno d’infanzia e della mia adolescenza, non era più su questa terra. Non ci saremmo più potuti parlare, vedere, giocare a pallone, condividere emozioni,desideri,speranze,delusioni, fatiche, errori. Non era nell’ordine delle cose.Per cui fu sconvolgente.
Sono stato al tuo funerale incredulo, ancor oggi lo sono. Non ho mai assistito a una cerimonia dove l’aria fosse così impregnata di commozione, tutta la chiesa straripava di giovani e lo strazio traspariva ovunque e in chiunque. Il silenzio era intriso di dolore e disperazione.Gli sguardi attoniti tutti rivolti verso quel cuscino di rose bianche sotto le quali dormivi..
Su questo blog ho letto tante cose ispirate dal cuore. Però non vorrei e penso che nemmeno tu vorresti che facessero di te un santino.
Da ragazzini, di cazzate insieme ne abbiamo fatte alcune:
ricordo quando coinvolti nel gruppo dei “tosti” che aveva sputato dai finestrini al tram che veniva in senso inverso in piazza Cordusio (senza avere visto il film “Amici miei”), che grandi che ci sentivamo, anche se il nostro coinvolgimento era stato marginale,che stronzata enorme…..soprattutto tu ed io, timidini e introversi, noi considerati tra i più rispettosi e composti della classe, che non avremmo mai preso l’iniziativa, ma soltanto per non essere da meno nel gruppo di quelli più spregiudicati e bulli…..quindi ancora più stupidi,….e la lattina (vuota) di cocacola tirata dal balcone e finita sull’auto del pizzaiolo di sotto , ….ci è andata bene….come credevamo di divertirci, che incoscienza mascherata da coraggio….esperienze sbagliate che tutti fanno e che servono a crescere…
Eppure, nello spazio incantato della memoria, di questi ricordi nel viaggio dell’infanzia, serbo soltanto quello di un ragazzino che non ha mai tradito gli amici, mai fatto il nome del colpevole nonostante gli interrogatori e il cazziatone (motivato) del rettore. Eri un esempio di lealtà fin da piccolo,un amico dal cuore d’oro.
Gia da allora ti eri messo in luce per classe e dignità! Caratteristiche che hai mantenuto per sempre.
Dopo elementari e medie insieme, gite scolastiche,gare di sci a Courmayeur col collegio (io ero mediocre sciatore, tu eterno secondo finchè una volta ce l’hai fatta a battere Dalmasso e sei arrivato primo, la coppa era tua e sei entrato nell’albo d’oro del S. Carlo),vacanze in barca in Sardegna e in Corsica, segretamente ti invidiavo: tu vivevi in una famiglia vera e felice, io, sofferente figlio di separati.
Poi io il classico e tu lo scientifico, le nostre frequentazioni erano divenute meno assidue.Le ragazze avevano cominciato ad assorbire la nostra attenzione….., strade diverse…
Ti ho rivisto un anno prima che te ne andassi : oramai due uomini, finita l’Università,primi approcci nel mondo del lavoro, a parlare, a raccontarsi la propria breve vita, a rivederla criticamente insieme, il giudizio che mi ero fatto di te è quello di un uomo raffinato e sensibile che guardava e ragionava su se stesso e sugli altri con profonda onestà, animato da un raro interesse per l’uomo
Chissà quante cose non dette finite in un cassetto segreto
Ciao caro amico, fai parte di un pezzo importante della mia vita e dei miei ricordi di allora.
Ci rivedremo di sicuro, sei solo andato avanti per primo e non saprò mai perché proprio tu
Federico

